Foto di don Aldo 2Nell’autunno 1969, il giovane salesiano don Aldo Rabino, rientrato da un periodo in missione in Bolivia con il movimento Operazione Mato Grosso, viene inviato a operare all’Oratorio San Paolo di Torino.
Nei viaggi di andata e ritorno dalla missione ha avuto modo di scoprire il sanatorio São Julião di Campo Grande, nel Mato Grosso del Sud, in Brasile, ed ha promesso ai poverissimi ricoverati che non sarebbero stati più soli.

 Nel novembre dello stesso anno, aiutato da Suor Marisa Pagge (figlia di Maria Ausiliatrice che opera nella vicina Casa Maria Mazzarello), fonda il gruppo Operazione Matsuoro Grosso San Paolo, al quale, per cominciare, aderiscono subito sei ragazzi:  sono i primi di una lunghissima serie che, fortunatamente, continua ancora oggi. Piccoli lavori artigianali, la raccolta carta, ferro e stracci tutti i sabati, i campi di lavoro e le vendemmie fatte con gli altri gruppi OMG sono le prime attività che servono a “fare gruppo” ed a raccogliere fondi da inviare in terra di missione.

Seguiranno poi tante nuove iniziative, come spettacoli teatrali, mostre di lavori artigianali fatti dai ragazzi e mostre di quadri donati da celebri pittori, cineforum, giornate di sensibilizzazione nelle parrocchie e nelle scuole, bancarelle e tutto quanto serve per sostenere i tanti progetti di bene.
L’inizio è molto duro: nei primi anni ‘70 il fatto che ragazzi e ragazze, che abitualmente frequentavano oratori diversi, lavorino e si sporchino insieme è una novità non benevolmente accolta in molti ambienti.

Nel 1971 il gruppo decide di offrire la prima colonia gratuita ai bambini poveri di Borgo San Paolo. Il vivere all’interno dell’oratorio era osservatorio privilegiato per capire che molti piccoli erano impossibilitati a godere di qualche giorno di vacanza e, quando l’oratorio chiudeva per un po’ di giorni, erano costretti a rimanere sulla strada dal mattino alla sera. In quegli anni Borgo San Paolo era territorio di prima immigrazione: molti facevano fatica a vivere degnamente e certo non disponevano di risorse che permettessero a loro ed ai loro figli di andare in vacanza.

In questa prima fase si lavorava in stretta collaborazione con gli altri gruppi dell’OMG ed i proventi delle iniziative venivano tutti inviati alla cassa comune, che li distribuiva alle varie spedizioni (leggi missioni). Così pure i volontari venivano inviati dove “il centro” dell’OMG (a Milano) riteneva più utile: Bolivia, Brasile, Equador, ecc.

A quei tempi, i volontari OMG si impegnavano in spedizioni di quattro mesi e parte di questo tempo era impiegato a visitare altre spedizioni, al fine di vedere, conoscere, acquisire una sensibilità. Questo, però comportava, a nostro avviso, un’inutile perdita di tempo (sottratto al lavoro) e non creava veri legami con le singole missioni. Per noi era importante scegliere una spedizione e garantire a questa continuità e sicurezza: scelta incomprensibile, a quei tempi, per gli altri gruppi dell’OMG...
Questo portò alla scissione ed il nostro gruppo (che nel frattempo si era consolidato e contava un centinaio di aderenti) scelse, dall’anno 1974, di lavorare solo per il São Julião. La storia ci darà ragione perché questa scelta sarà portatrice di frutti copiosi; a distanza di una decina di anni, anche il resto dell’OMG sceglierà questa strada, facendo nascere le “reti”, cioè gruppi impegnati a favore di una specifica spedizione.

Nel 1975 il gruppo acquista il rudere della vecchia centrale SIP di Maen - Valtournenche e nasce la prima O.A.S.I. Il resto della storia è documentato nelle pagine che seguono.